Edicolanti in sciopero per crisi

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edicolaChiuse da domenica e fino a martedì le edicole. A denunciare il gravissimo stato di crisi la Snag Confcommercio, insieme alle altre organizzazioni sindacali dei rivenditori di quotidiani e periodici. Tra le cause principali vi è anche la prolungata assenza di regole certe; la mancata riforma dell’editoria, promossa dai diversi Governi, di cui si è molto discusso senza approdare a soluzioni concrete, e la mancata apertura del confronto per il rinnovo dell’accordo nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici. Motivi che mettono in seria difficoltà l’operatività e l’esistenza stessa delle edicole.L’età media degli edicolanti non supera i 40 anni. I vecchi giornalai con il rischio di fallimento in agguato hanno venduto ai più giovani, in cerca di occupazione, ma il settore non dà più certezze.

Gli edicolanti per garantire il diritto all’informazione, sette giorni alla settimana, dall’alba al tramonto, con pochissime feste, sono a disposizione dell’utente, ma la “forte crisi ha coinvolto anche l’editoria – afferma la presidente provinciale di Catania dello Snag, Stefania Murgo –  sono crollate le vendite di quotidiani e periodici. Sono in difficoltà gli editori, sono diminuiti i nostri fornitori, ma noi giornalai, ultimo anello della catena, siamo in sofferenza più di tutti”.

Sulla vendita di un quotidiano il profitto è di 18 centesimi lordi: “questo da solo spiega come in Italia diecimila edicole sono state chiuse negli ultimi anni bruciando ventimila posti di lavoro. Solo nel 2012 hanno abbassato la saracinesca cinque edicole al giorno, più di 4.000 nuovi disoccupati“.

 

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